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Il problema

Il problema

L'osteoartrosi (OA) o artrosi è una malattia cronica ad ingravescenza progressiva che può colpire quasi tutte le articolazioni dell'organismo umano. Per molti anni la patologia è stata considerata come ineluttabile legata all'invecchiamento e quindi all'inevitabile usura delle strutture articolari. Sicuramente l'età rappresenta, insieme alle proprie caratteristiche genetiche, uno dei principali fattori di rischio che per ovvi motivi sono definiti come non modificabili. Esistono altri fattori, definiti modificabili, quali l'obesità, la nostra attività quotidiana ecc. che si riferiscono al nostro stile di vita. La malattia artrosica quando colpisce le articolazioni portanti (anca, ginocchio) può essere potenzialmente invalidante poiché l'ultimo stadio di malattia può essere l'anchilosi dell'articolazione/i colpita/e. Queste situazioni hanno un'elevata incidenza su scala mondiale: in particolare l'OA dell'anca è seconda solo all'OA del ginocchio in termini di incidenza. Considerando l'area del Nord America e dell'Europa occidentale, si stima che dal 3% all'11% degli adulti di età > 35 anni, dal 7% al 25% di età > 55 anni e dal 10% al 25% di eta > di 77 anni, siano affetti da OA dell'anca (W. Zhang, M. Doherty et al. (2005) Ann. Rheum. Dis 64: 669-681 - Sturkenboom MC, Romano F, et al (2002) Arthritis Rheum; 47; 132-40).

L'artrosi determina sicuramente un peggioramento della qualità di vita del soggetto limitandone fortemente la sua mobilità e le sue attività quotidiane. I sintomi della malattia (dolore, rigidità mattutina, limitazione funzionale) se inizialmente possono essere di scarsa rilevanza e per questo motivo spesso ignorati o sottovalutati, divengono, con l'andar del tempo sempre più importanti. Le misure terapeutiche che vengono generalmente adottate, cioè l'uso di analgesici associati o meno a fisiokinesiterapia rappresentano solamente una misura sintomatica che non influisce sulla progressione della patologia. La soluzione terapeutica proposta nei casi gravi è la sostituzione protesica dell'articolazione. Ovviamente la chirurgia era e resta l'“ultima spiaggia” che non può prescindere da una attenta valutazione clinica generale e specialistica del paziente. Ci sono quindi soggetti che, per la presenza di comorbidità importanti o semplicemente perché rifiutano l' intervento chirurgico non possono sfruttare l'impianto della protesi. In questi pazienti bisogna comunque assicurare la migliore qualità di vita legata, possibilmente, ad un certo grado di mobilità autonoma. È evidente che l'uso massiccio a farmaci analgesici non può essere proponibile a lungo termine ma, oggi, la moderna scienza farmacologica ha messo a disposizione di queste persone una molecola fantastica: l'Acido ialuronico.